Il drago Ardit

Il drago Ardit

L'importanza dell'onestà e della correttezza nella vita.

C’era una volta un grande drago azzurro di nome Ardit, che viveva in un’enorme grotta ai piedi di una montagna. Il drago Ardit era famoso in tutto il regno per la sua grande forza e il suo respiro di fuoco. Molte persone volevano incontrarlo, ma il drago era molto solitario e non amava la compagnia.

Un giorno, il re del regno si recò nella grotta di Ardit e gli chiese di aiutarlo a recuperare una grande cassa d’oro che era stata rubata da alcuni ladri. Ardit accettò di aiutare il re, ma solo ad una condizione: che gli fosse data una ricompensa. Il re promise di dargli una parte dell’oro recuperato.

Ardit partì alla ricerca dei ladri e per lunghi mesi seguì le tracce che avevano lasciato. Dopo quasi un anno di viaggio, giunse in una valle lontana, piena di alberi altissimi. Il suo fiuto non l’aveva ingannato: finalmente li aveva trovati! I ladri stavano giocando tranquillamente a carte, ma quando videro Ardit furono terrorizzati e cercarono di fuggire. Il drago, però, riuscì a prenderne uno.

“Dimmi dove hai portato la cassa!” urlò il drago. “Non lo dirò mai!” rispose il ladro con un sorriso malvagio. Allora Ardit volò in cielo e disegnò un grande cerchio di fuoco attorno al ladro, bruciando tutta l’erba attorno a lui. Il ladro capì che non aveva più scampo e confessò. “Va bene, va bene!” disse spaventato. “L’abbiamo portata nelle montagne, vicino alla cascata sacra, sotto il grande abete rosso”.

Ardit ringraziò il ladro e lo lasciò andare. Arrivato al grande abete rosso trovò subito il tesoro, ancora perfettamente intatto. Lo prese con la coda e volò veloce verso il regno.

Quando tornò dal re, il drago disse: “Eccomi, ho trovato la cassa d’oro e ho fatto quello che mi hai chiesto, ma ora voglio la mia ricompensa”. Il re, però, non rispettò la promessa fatta al drago e gli disse: “Mi dispiace, Ardit, ma non ti posso dare nulla. Mentre eri via c’è stata una grande carestia, la gente è affamata e l’oro recuperato serve a comprare il cibo per gli abitanti del regno”.

Ardit rimase molto deluso e arrabbiato, ma decise di non prendersela con il re. “Uffa! Il re dovrebbe rispettare le promesse fatte!” pensò il drago. “Però in fondo è giusto che l’oro venga usato per il bene del regno.” Così Ardit decise di tornare alla sua grotta, senza vendicarsi, e continuò a vivere la sua vita solitaria.

Il re, colpito dall’onesta del drago, decise di premiarlo. L’estate successiva il raccolto era stato ottimo, così il re mandò i suoi messaggeri a trovare Ardit e gli regalò una grande quantità di mele, il suo frutto preferito. Era un segno di gratitudine per la sua onestà e integrità.

Il drago Ardit era diventato un simbolo di onestà e correttezza e le persone iniziarono a rispettarlo ancora di più. Venivano da lontano per vederlo e per sentire la sua storia. Ma ciò che rendeva Ardit ancora più contento era sapere che aveva fatto la scelta giusta.

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